RIPENSARE LO SPAZIO ABITATIVO,ORA!

L'emergenza sanitaria può essere un’occasione unica per cambiare in meglio i nostri stili di vita (avremmo potuto e dovuto farlo prima? Sicuramente); e per agire sullo spazio abitativo, che ha bisogno di un ripensamento o di un alleggerimento, secondo processi di riduzione della densificazione e la dotazione di spazi privati all’aperto, come un sano ritorno alle tipologie del passato con cortili, giardini, terrazze, ecc. Dare la giusta importanza allo spazio pubblico, non solo per la dimensione connessa al distanziamento sociale, sarebbe vitale anche solo per l’emergenza climatica (permeabilità dei suoli e drenaggio, soluzioni per ridurre l’isola di calore e per la compensazione della CO2, ecc.), per la prevenzione sismica e la sicurezza generale delle città, specie dei centri storici ad alta densità edilizia senza vie di fuga. L’importante è che questa emergenza ci faccia cambiare approccio nella vita e nel lavoro, impostando le azioni sulle reali priorità, valori e sulla "progettazione". Progetto="Pro-gèt-to", etimologicamente dal latino: "pro"= avanti + "jacere"= gettare = ciò che viene gettato davanti. Il progetto è l'anima della vita. E' la concretizzazione di quell'esser-ci che è sempre proiettato avanti rispetto a sé. Il progetto è la cura che si ha di sé, delle altre persone, del proprio mondo. L'amore più reale. Non è solo un foglio di carta sporcato con disegni squadrati.

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